Voice4Health

Aggiornamento: 21 dic 2021

“Una delle cose più belle è la sensazione di non sentirsi soli”, “Mi è piaciuto perché ho avuto subito delle risposte interessanti a qualsiasi domanda posta, poi mi ha fatto molta compagnia nelle lunghe giornate”,“Ho vissuto momenti di relax e ho goduto di ricordi, rivivendo vecchie emozioni”.

Questi i commenti di alcuni partecipanti allo studio “Voice4Health”, condotto dal Centro di ricerca dell’Università Cattolica EngageMinds HUB in collaborazione con DataWizard ed Amazon, avente in oggetto dell’indagine come l’uso dei dispositivi vocali da parte di persone avanti con gli anni (tra i 65 e 80 anni), oltre ad agevolare molte attività quotidiane, possa contribuire al miglioramento della qualità di vita.

Le persone che hanno partecipato alla sperimentazione – guidata da un protocollo di ricerca scientificamente validato che ha visto l’utilizzo dell’assistente vocale Alexa – hanno riportato una significativa riduzione dello stress psicologico e un miglioramento dell’attitudine personale all’uso della tecnologia.

Al di là dell’efficacia degli assistenti vocali, che con il solo uso della voce, permettono di attivare un promemoria, riprodurre musica e video, ascoltare le ultime notizie e rimanere sempre in contatto con parenti e amici, c’è un aspetto che purtroppo ancora invita a riflettere, restando sullo sfondo: la solitudine degli anziani e di chi vive da solo.

In questi tempi pandemici, la tecnologia ci ha agevolato riducendo le distanze, eppure abbiamo sentito tutti il bisogno del contatto corporeo, di un incontro occhi negli occhi, del rifocillarsi in un abbraccio: non da meno, l’intensa percezione di solitudine sperimentata a Natale.



Come spiega una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica "Innovations in Clinical Neuroscience", la malinconia natalizia (Christmas Blues) è un generale peggioramento dell’umore che colpisce soprattutto chi è costretto a trascorrere le Feste natalizie in solitudine. Aumenta parallelamente il consumo di alcol, con i problemi ad esso correlati. Il Natale, infatti, è associato all’obbligo di celebrare specifici valori, in particolare essere felici, stare in famiglia e apparire al meglio di sé: questo può generare un forte senso di frustrazione, stati d’ansia e persino di depressione.

Luci, regali, auguri, colori, tutto questo si connette alla pienezza del Natale, eppure scartando qualche pacco, spegnendo qualche serie luminosa, scambiando un “come stai?”, ci si affaccia al vuoto, all’inconsistenza, all’angoscioso svuotamento del Natale.

Ed allora, nel silenzio, nell’essenzialità, sviscerati da ogni fittizia farcitura, proviamo oggi a donarci all’altro, nel nostro presentificato esserci, dal momento che, come afferma il Dr. Seuss, il Natale esisterà sempre finchè ci teniamo cuore a cuore e mano nella mano.

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