Euphoria adolescenziale

Il genere dei cosiddetti teen drama (o “drammi adolescenziali”) sta assumendo una rilevanza crescente nel panorama della serialità contemporanea, ed Euphoria, firmata HBO, è una di quelle che ha riscosso enorme successo negli ultimi due anni.

Oggetto di polemiche per una visione estremamente trasgressiva e provocatoria dell’adolescenza, allo stesso tempo Euphoria rappresenta il reale manifesto della cosiddetta generazione Z, nati tra il 1995 ed il 2010, presentando uno spaccato della vita di un gruppo di adolescenti tra abuso di droghe, eccessi, violenza e relazioni complicate.


Rue Bennett è la protagonista indiscussa, la quale deve attraversare un percorso di riabilitazione per tossicodipendenti, continuando purtroppo a cercare ossessivamente altri modi di autodistruggersi, sopraffatta dal passato doloroso che la perseguita fin da piccola: ciò che le manca è un senso di sicurezza e appartenenza che riesce a trovare solo abusando di stupefacenti e stando con Jules, una ragazza transgender che, a sua volta, deve fare i conti con il pregiudizio sociale e la sua stessa inclinazione verso uomini adulti e violenti.

Intorno a loro, ruotano altri coetanei, ognuno con le proprie problematicità: Nate, il belloccio della scuola, che nasconde un lato violento e tossico; Kat, una ragazza in sovrappeso, che trasforma le sue difficoltà sessuali, finite contro la sua volontà su una piattaforma pornografica, in un business amatoriale che le permette di acquisire sicurezza personale; Maddy che, nonostante il tentato strangolamento da parte di Nate, non riesce a fare a meno di lui.




Il tema dell’identità legato all’apparenza ed alla fisicità, la formazione dell’autostima, la ricerca dei propri valori ed ideali, la dipendenza affettiva correlata ai bisogni istintuali di piacere, tutte queste sono le dimensioni affrontate in Euphoria.

Un viaggio nell’universo adolescenziale che ne evidenzia anche debolezze e limiti, come la depressione, il suicidio, l’ossessione per il sesso, la violenza, il bullismo, il revenge porn, il fat shaming, fenomeni all’ordine del giorno per i nostri giovani e che in questa serie vengono proposti in una modalità diretta e senza filtri.


Sky ha pensato bene di accompagnare la visione di ogni episodio con un cartello che rimanda ad un sito internet dove gli spettatori in difficoltà (sia adolescenti che adulti) possono trovare i riferimenti per cercare un aiuto immediato, mettendo in atto un’attività di sensibilizzazione per chi vive le medesime condizioni di disagio.

Allo stesso modo, il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi ha concesso il proprio patrocinio per la serie, mettendo a disposizione un servizio di informazione e supporto di professionisti a titolo gratuito.


Il filo conduttore che intreccia le storie dei ragazzi di Euphoria sono quei disagi adolescenziali, nati anche da traumi infantili e familiari, riversati nelle trasgressioni e dipendenze, con la costante comune di ricerca d’Amore.


Perché l’Adolescenza è allo stesso tempo croce e delizia, dolore e piacere, realtà e sogno.

L’Adolescenza deve essere un tempo di sospensione, uno spazio di ricerca del proprio essere, un inno alla vita e alla libertà.



“L’adolescenza è il momento segreto in cui tutto si decide.” (Fabrizio Caramagna)



Dr.ssa Annunziata Perrino

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