Il Mito di Queen Elisabeth, la Regina dell’Alveare

Sul trono dagli anni ’50, la Regina Elisabetta era, è, un personaggio globale. Una sovrana che ha fatto la storia, regnando per sette lunghi decenni. Se ne va dopo aver visto il governo di 15 primi ministri, il susseguirsi di sette Papi al Vaticano, dopo aver festeggiato (anche) il Giubileo di platino.

Ha attraversato epoche e mode, portando con sé quella ventata di rivoluzione e di femminismo, con uno stile emblematico ed unico.


Sovversiva, contraddittoria, ma palesemente umana: probabilmente questo il motivo per il quale “The Queen” è sempre stata la Regina per eccellenza di tutti, con tanti misteriosi segreti legati alla sua personalità “reale” quanti sono stati i suoi estrosi cappelli sfoggiati.

Dalla parentesi Diana, a quella di ambientalista amante della caccia, per citare qualche esempio: Elisabetta è un mito, origine di un’incontrastata ambivalenza, secondo una definizione junghiana, la rappresentazione di archetipi di personalità e di comportamenti: è “ciò che è creduto sempre ed ovunque da tutti” (Jung).



Anche dalle sue api, come regina alla guida del suo alveare, e non solo in senso metaforico.

The Queen, infatti, aveva un’altra passione oltre ai fiori, ai cavalli e ai cani: le api. Il Daily Mail ci informa che Buckingham Palace ospita 5 alveari, mentre Clarence House 2. Ognuno da circa 20mila api ciascuno.

Lo scorso 9 settembre il custode di questa ricchezza, l’apicoltore John Chapple, ha avuto un compito ingrato: recarsi in entrambe le residenze per “informare” le api della morte della regina Elisabetta.

Si tratterebbe di un rito legato alla terra per assicurarsi le sue ricchezze, in cui l’uomo tentava di armonizzare la sua vita con i ritmi di quella natura da cui dipendeva la sua sopravvivenza. Secondo la superstizione se alle api non venisse comunicata la notizia della scomparsa del re o della regina, queste non produrrebbero più miele, causando una vera e propria catastrofe.


Così lo scorso venerdì John Chapple si è avvicinato agli alveari, ha sistemato delle coccarde di colore nero e, rigorosamente sottovoce, ha detto alle laboriose api che ora hanno un nuovo padrone. L’apicoltore ha raccontato così il rituale: “Si bussa su ogni alveare e si dice: ‘La padrona è morta, ma non ve ne andate. Il vostro signore sarà un buon padrone per voi’.” (Fonte: Il Giornale.it)


L’usanza di parlare alle api e di comunicare loro la notizia della morte di un monarca dovrebbe avere origini celtiche. Nella mitologia dei Celti, infatti, le api erano considerate delle messaggere tra il nostro mondo e quello dei morti.

The Queen è e resterà questo, un mito quale fondamento psichico inconscio tra l’umano ed il divino, tra la morte e l’immortalità, tra l’ineluttabilità e l’eternità.


Dio salvi la Regina, che salverà anche noi.



Dr.ssa Annunziata Perrino



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