Johnny Depp, diario di bordo del pirata sotto processo

In questa ultima settimana il mondo dello spettacolo ed anche quello della giustizia sono stati scossi e sono in uno stato di fermento a causa dell’avvio dell’atto finale del processo che vede coinvolti i due ex coniugi Johnny Depp e Amber Heard, le cui diatribe vanno ormai avanti dal lontano 2015 e vedono numerosi capi di accusa imputati sia all’uno che all’altro: in primis spiccano le pesanti accuse di violenza che la Heard imputa a Depp il quale a sua volta, attesta come tutto ciò sia frutto di una strategia della ex moglie per agevolare la propria carriera e che in realtà quello a subire violenze era egli medesimo. (TecnoAndroid.it)


Amber Heard e Johnny Depp si erano conosciuti nel 2009, quando lei aveva 23 anni e lui 45, sul set del film The Rum Diary – Cronache di una passione: si erano messi insieme nel 2012 e si erano sposati tre anni dopo, nel 2015. A maggio del 2016, appena 15 mesi dopo, Heard aveva chiesto il divorzio e un ordine restrittivo nei confronti di Depp, presentandosi davanti al tribunale di Los Angeles (dove i due vivevano) con una contusione al viso che, disse, le era stata provocata da un colpo del marito con un iPhone.

«Quando lei è entrata in tribunale per ottenere un ordine restrittivo nei miei confronti aveva dei lividi dipinti», ha dichiarato lui nella deposizione, come si apprende da People. «Non ho mai messo le mani addosso a una donna, in questa relazione la vittima ero io».

Stando ai dettagli riportati da Depp, sarebbe stata lei ad approfittarsi di lui, «mescolando alcol e farmaci senza prescrizione»: «Ha commesso innumerevoli atti di violenza domestica, anche davanti ad altre persone, e in alcuni casi mi ha causato gravi danni fisici». Come? Tirando oggetti, pare: «Lattine, candele accese, telecomandi. Una volta mi ha gettato contro una bottiglia di vetro che si è frantumata sul tavolo dove avevo la mano, tagliandomi la punta del dito. Ho dovuto fare tre interventi chirurgici per ricostruirlo, ho temuto di perderlo».



Come ha spiegato il New York Times, «questo processo è uno degli esempi di più alto profilo tra i casi di diffamazione emersi dal MeToo, e gli avvocati di tutto il paese lo stanno seguendo attentamente». Anche online, su YouTube, TikTok, Instagram e Twitter, la conversazione intorno al processo va molto oltre l’accusa di diffamazione reciproca, ed è diventata un dibattito su chi dei due sia la vera vittima. Alcuni hanno fatto notare che i commentatori più attivi e rumorosi sono quelli a favore di Depp, che viene spesso descritto come la “vera vittima” e un uomo da “liberare”, mentre Heard viene chiamata “mostro” e accusata di essere manipolatoria e calcolatrice. L’hashtag #JusticeForJohnnyDepp, cioè “giustizia per Johnny Depp”, ha già raggiunto 5 miliardi di visualizzazioni su TikTok, mentre il corrispettivo per Amber Heard è ad appena 21 milioni.


Intanto le accuse di abuso sono costate all’attore l’allontanamento da parte di Disney che ha fatto marcia indietro rispetto alla star dei “Pirati dei Caraibi”, in quale nell’ultimo interrogatorio di aprile ha raccontato di voler ripulire la propria reputazione e di essere stato vittima di violenze fisiche e psicologiche da parte di entrambi i genitori da bambino.

Riguardo alla sua dipendenza da alcol e droghe, l’attore ha negato tutte le accuse di Heard e ha detto di non farne uso per motivi di “sballo” ma solo per «anestetizzarsi dai fantasmi» che lo perseguitano. Ha detto di essere diventato dipendente dagli oppioidi dopo un infortunio sul set, ma di essersi disintossicato prima di cominciare a frequentare Heard.


Non è questo uno spazio di ricerca di verità o di condanna vittima-carnefice, ma una possibilità di riflessione sullo scenario complesso e delicato della violenza domestica, che con-fonde nelle medesime vulnerabilità le due parti, e dove ciò che si respira è solo aria di sofferenza e drammaticità.

La violenza, in ogni sua forma e qualsiasi sia il genere sessuale della vittima, è sempre da condannare, comportando gravissime conseguenze a livello fisico e psicologico a chi la subisce.

Essa non ammette discriminazioni di alcun genere, ed è necessario potenziare ed incrementare ogni giorno le attività ed i provvedimenti coerenti con gli obblighi in materia di diritti umani: perché non esistono differenze di violenza o vittima, più o meno importanti, se messa in scena sotto ai riflettori hollywoodiani oppure tra quattro mura domestiche da intonacare.


Un gesto d’amore cuce cielo con cielo, soglia con soglia e vita con vita. Un gesto di violenza cuce solo nero con nero e dentro quel buio non si innesta nessun fiore, nessun colore e nessuna formula di serenità. (Fabrizio Caramagna)



Dr.ssa Annunziata Perrino




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