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L'ansia in età evolutiva: quali forme esistono e come riconoscerle.

In età evolutiva, specie in alcune età chiave, è possibile che i bambini vadano incontro a manifestazioni di ansia. Non in tutti i casi l'ansia è patologica, lo diventa nel momento in cui ostacola il soggetto a vivere e condividere esperienze della vita quotidiana, riducendone la qualità della vita ed impedendone l'adeguato funzionamento. Nel DSM5 i disturbi d'ansia nei bambini sono classificati nel modo seguente: •Disturbo d'ansia da separazione •Mutismo selettivo •Fobia specifica •Disturbo d'ansia sociale •Disturbo d'attacchi di panico •Agorafobia •Disturbo d'ansia generalizzato Affinché si possa parlare di uno dei predetti disturbi, è necessario che l'ansia e la sintomatologia ansiosa di manifestino per una durata di almeno sei mesi in modo ingiustificato ed ingiustificabile. L' ansia da separazione risulta essere assolutamente fisiologica entro certi limiti e in alcune fasi evolutive: intorno all'ottavo mese il bambino vive l' "angoscia dell'estraneo", come conseguenza del riconoscersi altro rispetto alla figura materna, distaccato ma dipendente. In questa fase di sviluppo, il piccolo potrebbe fisiologicamente avere difficoltà ad accettare il distacco dalla figura del caregiver per tempi sia brevi che protratti, questa forma d'ansia si protrae generalmente fino ai 18-24 mesi. Molti bambini fisiologicamente manifestano questa forma d'ansia quando fanno il primo accesso alla scuola dell'infanzia, evento che richiede un allontanamento improvviso dalla figura materna e l'inserimento in un contesto del tutto nuovo, in compagnia di figure estranee (adulti e coetanei). Si possono presentare pianto, vomito, crisi respiratorie, rifiuto ad alimentarsi in quel luogo fin quando non torna il genitore, rifiuto di andare a scuola, difficoltà ad addormentarsi da solo, incubi frequenti, tendenza alla chiusura ed all'isolamento anche nel contesto ludico. Oltre un certo periodo di persistenza della sintomatologia ansiosa e se fossero superate le soglie di intensità del sintomo, aumentando anche la frequenza, si inizia a parlare di disturbo d'ansia da separazione. Il mutismo selettivo è un altra forma di distrubo riconosciuta nel DSM5 come appartenente alla categoria dei disturbi d'ansia. Si tratta di un' incapacità di parlare in alcune situazioni, pur avendo gli strumenti per farlo, che si protrae per più di un mese. Generalmente si tratta di bambini che comprendono il linguaggio parlato e che si esprimono adeguatamente in contesti familiari dinanzi a figure familiari, ma sono gli stessi bambini che, se venisse a far visita un vicino che non è incluso in questa "cerchia ristretta" e selettiva di persone con cui si sente a proprio agio, potrebbe restare muto per l'intero arco di tempo. I genitori descrivono questi bambini come estremamente chiacchieroni nel contesto domestico, non hanno difficoltà scolastiche e di apprendimento in generale. Vivono una sensazione di ansia, imbarazzo e forte disagio che limita l'espressione verbale. I primi sintomi del mutismo selettivo sono in genere evidenti in età compresa tra 2 e i 3 anni e mezzo. Questi sintomi possono includere una forte timidezza, il nascondersi, riluttanza a parlare in alcune situazioni e la paura delle persone. I sintomi del mutismo selettivo diventano più evidenti quando viene chiesto al bambino di rispondere o di interagire verbalmente in alcuni contesti, tra questi: la scuola e i diversi ambienti della comunità come giardini pubblici, negozi, chiesa. Secondo alcuni studi vi sarebbe la possibilità di un'influenza genetica o di vulnerabilità per il mutismo selettivo. Nella maggior parte delle famiglie in cui vi è un bambino con mutismo selettivo si sono riscontrati altri casi, oppure sono presenti familiari con problemi di timidezza estrema, attacchi di panico, ansia sociale o altri sintomi ansiosi. Spesso le famiglie di bambini con mutismo selettivo sono famiglie iposocializzate con scarsi contatti con persone al di fuori della cerchia familiare. La fobia specifica è definita nel DSM5 come una paura o ansia marcata verso un oggetto o una situazione specifica ingiustificata ed ingiustificabile. La fobia provoca timore estremo, aumento del battito cardiaco, eccessiva sudorazione e spesso arresto motorio. L'ansia sociale è una particolare forma d'ansia che in età evolutiva è spesso confusa con l'ansia scolare, in quanto il luogo di massima e prima socializzazione in questa fascia d'età è rappresentato dalla scuola. I sintomi sono quelli classici dell'ansia e della vergogna: •Aumento del battito cardiaco. •Rossore del volto. •Eccessiva sudorazione. •Secchezza delle fauci. •Difficoltà a deglutire. •Contrazioni muscolari. •Tremori. •Malessere gastrointestinale. •Chiusura ed isolamento. Gli attacchi di panico sono riconoscibili nel bambino in quanto si presenta una intensa paura ingiustificabile ed ingiustificata associata a sintomi di vario genere: sintomi vasomotori, per esempio vampate di calore e sudorazione; urla, pianto; sintomi somatici, per esempio senso di soffocamento, nausea, mal di pancia; sintomi neurologici, per esempio vertigini e tremori; sintomi psichici, per esempio paura di morire. L'agorafobia è una forma d'ansia tipicamente presente nell'adulto e nell'adolescente, ma può riguardare anche i bambini. Si tratta della paura intensa degli spazi aperti (pullman, cinema, mercato, parco giochi) in cui il soggetto può sentirsi privo di punti di riferimento stabili, disorientato e sfiduciato. Spesso nei bambini si manifesta con difficoltà a separarsi dal genitore e da casa, rifiuto di andare a scuola e di dormire da soli. Generalmente nei più piccoli è conseguenza di un evento luttuoso o traumatico che determinano la perdita di una "base sicura" del genitore, regredendo agli stadi fusionali. Il disturbo d'ansia generalizzato è un tipo di disturbo d'ansia che prevede sintomatologia molto intensa, ricorrente e duratura senza causa. Nel bambino si manifesta con nervosismo, irrequietezza, irritabilità, tensione muscolare e con manifestazioni somatiche quali: mal di testa, mal di pancia, vomito et al.

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