Padre e figlio, il cammino della Cura

Oltre 12 ore di cammino nella foresta con il padre sulle spalle, per portarlo a fare la prima dose di vaccino anti Covid.

È successa in Amazzonia l’impresa del giovane indigeno Tawy Zoé, 24 anni, secondo quanto raccontato dal medico Erik Jennings, il quale sul proprio profilo Instagram ha pubblicato una foto di padre e figlio, che sta facendo il giro sui social internazionali. «È lo scatto più significativo del 2021», ha scritto Jennings, che ha diffuso la foto di Tawi Zoé e del padre Wahu lo scorso 2 gennaio, una storia che risale al gennaio 2021.

Dopo il vaccino il giovane ragazzo ha messo di nuovo suo padre sulla schiena e ha camminato per altre sei ore fino al suo villaggio: la forza evocativa di un’immagine unita ad un gesto meraviglioso di amore di un figlio per il padre.



Diretta la connessione al mito di Enea in fuga dall’incendio di Troia, che porta con sè il vecchio padre sulle spalle e, per mano, il giovane figlio: Enea come portatore di una “pietas” esemplare, quell’ampio valore che include la cura, il senso del dovere, la devozione verso gli dèi e verso la patria, che include tutti, anche a scapito della propria sopravvivenza o potere.

Quell’amore e devozione di un rapporto padre-figlio, mosso dalla gratitudine e dalla riconoscenza dell’essere in quanto tali, laddove le forze vengono meno nel genitore ed il figlio si fa forza “in nome del padre”.


Coraggio, dunque, caro padre, attaccati al mio collo; io ti reggerò sulle spalle; questa fatica non sarà pesante per me. Dovunque ci conduca il destino, unico e comune a entrambi sarà il pericolo, unica la salvezza.” (Virgilio, Eneide, II libro)



Dr.ssa Annunziata Perrino



37 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti