Sangiovanni, la forza di chiedere aiuto

Sangiovanni, uno dei cantanti più amati dalla new generation, a soli 19 anni, è passato dal talent Amici di Maria de Filippi al palco di Sanremo 2022, conquistando il pubblico con il suo talento.

Un ragazzo dai look quasi bizzarri, smalto alle unghie, bandana ed anelli, sogni e speranze, sorriso sincero e una grande forza. Ma dietro quest’ultima, l’altra faccia della luna: nella puntata del 13 aprile 2022, a Le Iene, il cantante si è reso protagonista di un monologo che ha emozionato il pubblico televisivo e che è diventato virale sul web, incentrato sulla terapia, sull’importanza di chiedere aiuto.


Per il cantante, note, testi e parole sono sempre stati un rifugio, ma con la popolarità si sono trasformati in un ostacolo:

«Ansie, problemi e paranoie che la musica faceva svanire sono tornate. La soluzione era diventata il problema».

E come comportarsi di fronte all’ignoto, quando qualcosa che si conosceva diventa un “nemico”? Affrontare a testa alta i problemi, senza nasconderli. E Sangiovanni ha scelto la strada migliore: la terapia.

«Raccontarsi non è facile. Può essere doloroso. Ma la terapia è come la palestra, devi farla spesso e sentire la fatica, il sudore, i muscoli indolenziti. Sono sceso sul mio fondo e ho accettato la sofferenza che mi ci ha portato».



Il monologo di Sangiovanni emoziona sia perché a parlare è un ragazzo di 19 anni che mette a nudo le sue fragilità, sia perché esorcizza i tabù che ancora circolano su benessere mentale e terapia.

«Anche se sono un privilegiato, se sono un fortunato, se faccio ciò che mi piace, so che ci saranno comunque momenti in cui soffrirò» dice senza giri di parole. Consapevole che il dolore fa parte della vita. E che, seppure in mille modi diversi, prima o poi tocca tutti. «Ho solo smesso di vergognarmene, perché ho capito che in ogni forma di dolore c’è sempre una forma di dignità».

«A volte mi sento forte, molte più volte non mi sento in grado. Ma quando succede ho imparato che posso chiedere aiuto e che qualcuno mi tenderà una mano» continua il cantante.

Lanciando poi il suo messaggio: «Chiedere aiuto non è una debolezza, è una forza. Fatelo per tornare a volare».


In fondo il successo fa volare in alto, e quando si arriva a quote elevate, può capitare di soffrire di vertigini: Jovanotti, in “Mi fido di te” (2005), detta che “la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare”, ed allora è necessaria una spinta più su, tra le nuvole, sopra ogni paura.


Non giudicatemi per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi.

(Nelson Mandela)



Dr.ssa Annunziata Perrino

252 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti