"Sincro-campione", Minisini oro in acqua e nella vita

Da quando Giorgio Minisini, nuotatore artistico romano di soli 26 anni, ha iniziato a praticare nuoto sincronizzato, ha dovuto lottare contro gli stereotipi di genere legati a questo sport. Oggi, Minisini è il primo uomo nella storia del nuoto sincronizzato a vincere il titolo italiano nella specialità del singolo, al suo esordio agli Europei di Roma 2022.


Racconta Minisini: “A sei anni ho iniziato i primi allenamenti nel nuoto sincronizzato. Alle elementari nella mia classe erano tutti stupiti e chi sapeva della mia passione mi diceva ridendo che ero quello che si truccava, che ballava. Ho provato a giocare a calcio, sono andato avanti per un mese, ma non mi piaceva, io volevo danzare in acqua.

Al liceo mi chiamavano ‘sincrofrocio’. Mi faceva male, tanto. Lo sport che avevo scelto per gli altri era legato al mio orientamento sessuale. Ci imbrigliano in ruoli che non sentiamo nostri.


Il piccolo Giorgio non si è lasciato spaventare dagli insulti, la passione per lo sport che lo rendeva felice ha sempre resistito all’infondatezza quanto efferatezza di quelle parole incasellanti e soffocanti:


“Volevo mollare tutto, poi ho riflettuto e ho capito che non era giusto regalare a chi mi bullizzava la mia felicità. L’insulto a caldo fa male, ma oltre la reazione di pancia dev’esserci quella di testa. Se avessi mollato chi mi prendeva in giro avrebbe trovato un altro modo per offendermi: potevano essere l’apparecchio o i capelli lunghi. Io dico chiamami come ti pare, ma io sono felice.




L’unico rammarico è che al momento non sarà possibile vedere il nostro campione Giorgio Minisini ai Giochi olimpici di Tokyo, poiché il COI ha deciso di non aprire la disciplina agli uomini, esempio di quanto lavoro ancora è necessario fare nell’attuale società per affermare una nuova etica.


L’essere macho, la virilità dell’uomo, non esiste più: ogni uomo, ogni donna, può essere il massimo semplicemente com’è. La bellezza non ha genere”, le parole del-da campione.




Complimenti a Giorgio, soprattutto al bambino Giorgio, che ha saputo andare oltre e caricare altro su braccia e gambe, cioè sogni, passioni e desideri.

Voleva danzare in acqua, e noi non possiamo fare altro che ammirarlo in quella danza della vita che lo fa aleggiare sotto varie forme e stili, esplodendo nella luce di una giovane stella nata.


Dr.ssa Annunziata Perrino




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