Il dolore che precede le parole: un contributo scientifico di Annamaria Ascione al Congresso nazionale AISD 2026

Accettato il contributo scientifico dedicato alle connessioni tra neuroscienze dello sviluppo, dolore persistente ed esperienze relazionali nell'infanzia e nell'adolescenza. L'abstract sarà pubblicato sulla rivista scientifica internazionale "Advancements in Health Research".
Nell'ambito del 49° Congresso nazionale dell'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore (AISD), svoltosi ad Aci Castello (Catania) dal 1° al 3 ottobre 2026, è stato accettato il contributo scientifico della Dott.ssa Annamaria Ascione, psicologa clinica e psicoterapeuta, fondatrice di Anima Iris.
Il lavoro, dal titolo ""Developmental pain as an embodied expression of neurobiological adaptation: differences between childhood and adolescence"", approfondisce il dolore in età evolutiva attraverso un dialogo tra neuroscienze, medicina del dolore e clinica psicoterapeutica.
Al centro della ricerca vi è un interrogativo fondamentale: che cosa accade quando il corpo manifesta una sofferenza che il bambino non possiede ancora gli strumenti emotivi e simbolici per rappresentare?
Attraverso l'analisi dei processi di maturazione cerebrale, della regolazione dello stress, dell'interocezione e dei meccanismi di sensibilizzazione centrale, il contributo esplora le differenti traiettorie attraverso cui il dolore può manifestarsi nell'infanzia e nell'adolescenza.
La riflessione si inserisce nel percorso scientifico e clinico della Dott.ssa Ascione, orientato alla comprensione del corpo non soltanto come sede del sintomo, ma come dimensione fondamentale dell'esperienza soggettiva, nella quale sviluppo neurobiologico, storia relazionale e possibilità di elaborazione psichica si incontrano.
L'accettazione dell'abstract e la prevista pubblicazione su Advancements in Health Research rappresentano un'importante occasione di condivisione scientifica di questa prospettiva, contribuendo al confronto interdisciplinare sulla prevenzione e sul trattamento del dolore persistente in età evolutiva.
Perché comprendere il dolore di un bambino non significa soltanto individuare dove soffre, ma interrogarsi anche su come il suo sistema nervoso, le sue relazioni e la sua storia stiano costruendo il modo in cui quella sofferenza viene vissuta.
Quando il pensiero non ha ancora trovato le parole, il corpo può essere il primo a raccontare.


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