Il Sorriso dei Bambini

"Non spegnate mai il Sorriso dei Bambini"

Papa Benedetto XVI

Con il Sorriso, quello più puro, quello dei bambini iniziamo con voi questa nuova settimana.

Con la loro forza e la capacità di sperare e andare avanti oltre le difficoltà, anche oltre il covid.

La loro capacità di fidarsi ancora, attraverso l'amicizia che spesso Noi adulti abbiamo dimenticato, come tanti altri valori. Celebriamo tutto questo oggi con le parole di uno dei nostri piccoli.

Un Grazie speciale ai suoi genitori per averci autorizzato a pubblicare le sue parole.

"La cosa più bella che c'è

è un sorriso fatto da sè!

Un sorriso che invoca Gioia

e di vivere ti fa avere la Voglia

Amici per la pelle

Rari come pioggia di stelle

Tanto ce n'é d'affetto

il cuore batte dentro al petto.

Amici distanti, vicini o raffreddati

devon venir sempre amati.

Amici Belli e Brutti

non conta quel che c'è fuori

ma quello che è dentro noi tutti

in un amico c'è un campo di fiori".


Il termine puer aeternus proviene da Le metamorfosi, un'opera epica del poeta romano Publio Ovidio Nasone (43 a.C.-17 d.C.) che tratta dei miti greco-latini. Tra le altre viene anche affrontata la storia riguardante Iacco, il fanciullo divino o dio-bambino, lodato nella sua qualità di puer aeternus per il ruolo che svolge nella celebrazione dei misteri eleusini. Iacco è più tardi identificato, oltre che con Dioniso, anche con Eros, divinità eternamente giovane espressione della passione amorosa. Ma il puer è anche un dio della vegetazione e della resurrezione, il dio della giovinezza divina, associabile quindi anche a Tammuz, Attis e Adone. La figura di un giovane dio che viene immolato per poi risorgere trionfante appare anche nella mitologia egiziana con la storia di Osiride. Per Carl Gustav Jung il puer è un archetipo, ovvero uno degli elementi primordiali strutturali della psiche umana, parallelo a quello del bambino interiore. L'"ombra" del puer è il senex, l'uomo vecchio, associato quindi al dio Crono, rappresentante del tempo che scorre immutabile; l'essere disciplinato, controllato, responsabile, razionale e ordinato. Specularmente, l'ombra del senex è il puer, che, messo in relazione con Ermes e Dioniso, rappresenta l'istinto incontrollabile, il disordine, l'esser dominati dalla passione e l'eccentricità e stravaganza. Come accade per tutti gli archetipi, anche il puer è bi-polare, esibendo pertanto sia un aspetto eminentemente positivo che un altro del tutto negativo: il lato positivo del puer è quello che appare come bambino divino, simboleggiante novità, potenziale di crescita, speranza per il futuro, prefigurando anche l'eroe che a volte gli accade di diventare. Il lato negativo è quello dell'uomo-bambino che si rifiuta di crescere, di affrontare le sfide che la vita gli richiede e che invece di risolvere i problemi rimane in attesa.



"Vi è sempre la fantasia che in futuro la cosa immaginata si realizzerà (da sola)... L'unica cosa temuta davvero da un tale tipo di uomo è di essere vincolato a qualche cosa (di rimanerne invischiato)" Quando il soggetto è una donna il termine latino è puella aeterna, immaginata nella mitologia come Kore (fanciulla in lingua greca, corrispondente a Persefone giovinetta). Si potrebbe parlare inoltre anche di un puer animus quando descrive il lato maschile della psiche femminile, o di una puella anima quando di parla di componente femminile interiore di un uomo. Il "Piccolo Principe", un altro puer aeternus della modernità.


Jung ha scritto un articolo sul puer, "La psicologia dell'archetipo del bambino", contenuto nella IV parte del suo "Archetipi e inconscio collettivo" (Opere, volume 9). L'aspetto di eroe-bambino ed il suo rapporto con la Grande Madre vengono trattati nei cap. 4 e 5 della seconda parte dei "Simboli della trasformazione" (Opere, volume 5). Nel suo saggio intitolato "Risposta a Giobbe", contenuto in "Psicologia e religione", Jung si riferisce al puer aeternus come una delle figure che meglio rappresentano il futuro sviluppo psicologico degli esseri umani: «l'uomo superiore, completo-teleios, è generato dal 'padre sconosciuto' e dalla Sapienza] ed è lui che, nella figura del puer aeternus, rappresenta la nostra totalità. Era in questo ragazzo che Faust doveva cambiare e trasformarsi, abbandonando la sua unilateralità gonfiata che vedeva il diavolo solo al di fuori di sé. Cristo, con la sua affermazione "Se non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli" prefigura questo cambiamento, perché in loro (i bambini) gli opposti si trovano vicini; ma ciò che qui s'intende è il ragazzo che nasce dalla maturità di un uomo adulto, non il bambino incosciente che vorremmo rimanere. "Il problema del Puer Aeternus" è un libro basato su una serie di conferenze che l'analista junghiana Marie-Louise von Franz ha dato al "CG Jung institute" di Zurigo durante il semestre invernale 1959-60. Nelle prime otto delle dodici lezioni von Franz illustra il tema del puer esaminando la storia de Il piccolo principe dell'autore francese Antoine de Saint-Exupéry. Le restanti quattro lezioni sono dedicate allo studio del romanzo tedesco "Das Reich ohne Raum" (Il regno senza spazio) di Bruno Goetz e pubblicato per la prima volta nel 1919. A proposito di questo libro von Franz dice: «E' interessante che sia stato scritto e pubblicato prima dell'avvento al potere del movimento nazista, ancora prima che lo stesso Adolf Hitler cominciasse a ruminare le sue idee morbose. Bruno Goetz aveva certamente un dono profetico a riguardo di quello che stava arrivando... il suo libro anticipa per intero la questione e il problema dato dal nazismo, gettando luce su di esso dal punto di vista del puer aeternus.» Peter Pan, mito moderno del puer aeternus.


"Now or Neverland" è un testo del 1998 scritto dall'analista junghiana Ann Yeoman; esso affronta il puer aeternus in forma di Peter Pan, uno degli esempi più noti del concetto in epoca moderna. Il libro è una versione psicologica dell'archetipo dell'eterno ragazzo, dalle sue radici più antiche all'esperienza contemporanea, tra cui un'interpretazione dettagliata sia dell'opera teatrale che del successivo romanzo Peter e Wendy di James Barrie: «Mitologicamente, Peter Pan è legato al giovane dio che muore e rinasce, così come a Mercurio-Ermes, il dio psicopompo e messaggero degli dei, che si muove liberamente tra i regni divini e umani e, naturalmente, al grande dio-caprone Pan. Nelle prime versioni dell'opera teatrale di Barrie, Peter appare sul palco con due flauti ed una capretta al seguito. Tali riferimenti alla sua identità ctonia erano troppo lontani dall'idea infantile che l'autore ne voleva dare, tanto da toglierli nelle successive rappresentazioni e nel romanzo»


drssa Annamaria Ascione

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