SCUOLA: LA CULTURA E' UNA QUESTIONE DI ANIMA

A tutti i giovani raccomando: aprite i libri con religione, non guardateli superficialmente, perché in essi è racchiuso il coraggio dei nostri padri. E richiudeteli con dignità quando dovete occuparvi di altre cose. Ma soprattutto amate i poeti. Essi hanno vangato per voi la terra per tanti anni, non per costruivi tombe, o simulacri, ma altari. Pensate che potete camminare su di noi come su dei grandi tappeti e volare oltre questa triste realtà quotidiana

ALDA MERINI.




Con le parole di Alda Merini – iniziamo questo post dedicato ai nostri giovani e agli adolescenti, a tutti i genitori, educatori e insegnanti.

Ricorderete certamente tutti.


“L’ATTIMO FUGGENTE” – STRAORDINARIO FILM DEL 1989 CHE I NOSTRI FIGLI DOVREBBERO VEDERE. TUTTI. E che noi genitori dovremmo rivedere o vedere se non lo abbiamo fatto.

Un film coraggioso e profondo, dove l’amore per la conoscenza e la cultura come ver e propria forma di formazione per i giovani sono rappresentati con passione e sentimento. Un film che ha segnato profondamente la mia crescita personale e adolescenziale.

L’amore per la conoscenza è un po' come una relazione d’amore tra due amanti. Così ho sempre pensato. Se riuscissimo da genitori e formatori, educatori e insegnanti a trasmettere questa idea ai nostri ragazzi, forse amerebbero di più la scoperta della conoscenza. Forse amerebbero di più la vita e loro stessi.

C’è una meravigliosa canzone di Billy Joel, che rarissimamente esegue nei concerti. È contenuta nel fortunato album del 1993, “River of Dreams”. Si intitola “All about soul”. Potrei tradurre con “è tutta questione di anima”, ma stavolta preferisco l’originale inglese per un testo che è perfettamente amalgamato con una musica straordinariamente ispirata, trascinante in una escalation di entusiasmo d’amore e di una particolare fede sentita vibrare dentro le vene per le vie della carne, per la vicinanza fisica e spirituale di una donna amata-amante. Riporto un paio di strofe: “she turns to me sometimes / and she asks me what I’m dreaming / and I realize I must have gone / a million miles away / and I ask her how she knew / to reach out for me at that moment / and she smiles because it’s understood / there are no words to say. / It’s all about soul / it’s all about knowing what someone is feeling. / The woman’s got soul / the power of love and the power of healing. / This life isn’t fair / it’s gonna get dark it’s gonna get cold / you’ve got to get tough but that ain’t enough / it’s all about soul”.




L’amore per la conoscenza e per la cultura ho sempre pensato potesse essere associato a questo: una relazione complessa, come può essere una vera relazione d’amore, tra uomo e donna, tra amanti. Una relazione che è anche fatica, sofferenza, frustrazione. Così è la conoscenza. Così è l’amore. Perché è davvero tutta una questione di anima.

Formazione è sapere. È fornire ai nostri ragazzi dei significanti che non li facciano sentire vuoti, che li facciano sentire nutriti e appassionati verso la vita. Perché possano tornare a sperare e a progettare un futuro possibile che sia a propria misura.

La cultura e la formazione attraverso le materie che nutrono profondamente l’anima: storia, filosofia, letteratura, mitologia, poesia etc, si scontra costantemente con la dimensione pratica di una società che sembra volerci performanti ma svuotati di significanti.

La cultura è anzitutto sapere, acquisizione di conoscenze, di quel patrimonio di conoscenze che filosofi, scrittori, storici, poeti e artisti vari hanno scovato tanto dall’osservazione quanto dall’invenzione. Oggi si parla molto di competenze in ambito educativo. Secondo la “Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla creazione di un Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente”, competenza è “la comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro e studio e nello sviluppo professionale e personale”. Ma il prerequisito resta sempre quello di acquisire conoscenze e abilità che l’università, e ancor prima la scuola, deve continuare a trasmettere, come e più efficacemente di quanto fatto in passato.




Il conflitto fra didattica per competenze e didattica tradizionale per conoscenze sembrerebbe essere tuttavia un falso problema. Si tratta solo di rendere operativo il sapere appreso nelle scuole e nelle università. Francesco Bacone, il filosofo che inaugura l’età della tecnica, era ben conscio che il sapere è uguale al potere, dal momento che la natura è dominabile solo se la si conosce, quindi l’uomo tanto può quanto sa. Dunque, sapere è potere, e potere significa operare, sperimentare, inventare per fugare il più possibile il senso della paura che attanaglia l’uomo e lo rende schiavo, per dare alle generazioni future la speranza di un“volo verso l’alto” , verso la vita e non verso la morte.




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