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Archeologia e cura: ricomporre i frammenti della propria storia

26 ott
Tempo di lettura: 1 min

Corriere della Sera — Salute e Benessere, 24 settembre 2024


In un articolo firmato da Michelangelo Iossa, il Corriere della Sera ha ospitato il contributo della Dott.ssa Annamaria Ascione, fondatrice di Anima Iris, sul valore dell’esperienza archeologica come occasione di riflessione ed elaborazione della sofferenza.


Il percorso tra le rovine mette in contatto con ciò che resta e con ciò che è andato perduto. Può così offrire una metafora per attraversare separazioni, lutti, malattie e cambiamenti che interrompono la continuità della vita.


Nella riflessione della Dott.ssa Ascione, anche il gesto di ricomporre un oggetto frammentato assume un significato: raccogliere e riconoscere le parti, cercare connessioni, costruire una forma che conservi le tracce della propria storia. Un’esperienza concreta attraverso cui avvicinarsi a vissuti difficili da esprimere e aprire possibilità di comunicazione emotiva.


Le testimonianze del passato evocano inoltre la capacità di durare attraverso le trasformazioni. Ciò che sopravvive alla perdita può diventare il punto da cui ripartire, ritrovando nella creatività, nei legami e nei progetti una possibilità di continuità.


Il contributo esprime uno degli orientamenti culturali e clinici di Anima Iris: mettere in dialogo psicologia, arte e patrimonio del territorio, riconoscendo nell’esperienza condivisa uno spazio in cui la sofferenza possa trovare parole e la storia personale nuovi significati.






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