Elogio alla Follia di Maria Di Pascale



La follia mi ha salvato dalla pazzia, dalla psicosi e dal dolore.

Dicembre 2004, 24 anni bella come il sole, bionda, sorridente piena di sogni e di progetti per il futuro. Pochi giorni prima di Natale, tantissimi progetti di vita,

di festa, di viaggi,

di amicizia, di figli, di casa,

di lavoro, di futuro.

Dicembre 2004, quasi natale, esattamente il 6 dicembre una giornata come tante: tirocinio, lavoro e poi a casa.


Pochi giorni...e l'8 dicembre andremo a comprare gli addobbi natalizi e poi ci organizzeremo con gli amici per il viaggio sulla neve per la befana. Andremo in Svizzera a sciare, forse no, in macchina, prenderemo l'aereo.


È lunedì 6 dicembre e l'8 dicembre non è mai arrivato per molti anni.



Sono le 21 quando Dario viene sparato e ucciso per uno scambio di persona.

Scambio di persona……capite?!

Scambio di persona………………una su un milione!

È quasi come vincere il 6 all'enalotto.

L'enalotto non l'ho vinto!

Ma lo scambio di persona sì, quello è avvenuto.


Giorni nel dolore, nel buio, nell’angoscia. Fuori dal corpo, fuori dalla mente. Io sulla terra ma in un mondo parallelo dove c’erano mille luci di natale, dove c’erano mille canzoni, dove c’erano regali, alberi e sorrisi, per me spenti per molti anni!

La mia famiglia nascondeva tutto quello che potesse ricordami la festa……il mondo rideva e io volevo solo scomparire, volevo solo morire. E li la follia iniziò ad aiutarmi quando pensavo che forse era meglio suicidarmi e morire anche io. Che senso avrebbe avuto vivere con questo dolore cosi forte? Troppo forte per farcela, tutto troppo per me. E in quel momento la mia follia mi parlava e diceva: "se ti suicidi poi vai all'inferno e non lo puoi vedere più, allora devi aspettare, tanto stai soffrendo, tanto fra poco muori, ti viene a prendere lui."

Mi addormentavo felice perché la mia follia diceva "tanto fra poco morirai".

La stessa follia non mi faceva più sentire sola la notte, perché mi faceva sentire che lui era lì vicino a me. Lo sentivo nel fruscio del vento, nel freddo, nel buio.

Mille erano i segni che riuscivo a sentire: canzoni, odori, profumi, e lo vedevo nel volto delle persone o lontano che mi guardava. La mia follia mi ha tenuto tanto compagnia.



Mi chiamo Maria e mi diceva che ero come la Madonna sotto la croce che piangeva per suo figlio defunto, ma aveva la forza di andare avanti e portare avanti il suo nome. Quello avrei fatto, avrei combattuto finché tutti avessero saputo la verità, che era stato un errore, un maledettissimo errore!

E giorno per giorno quell'obiettivo mi ha dato forza e mi ha portato avanti.

La follia mi ha dato mille pensieri strani, ho fatto mille cose strane, ma mi ha aiutato ad accarezzare il dolore……..non potevo guardarlo così in faccia tutto insieme e tutto cosi violento. E la follia me l'ha fatto vedere a poco alla volta fra medium, preti, polizia, politici, magistrati, avvoltoi, accattoni, e chi mi voleva davvero tanto bene. Mi ha insegnato la follia a perdonare e non volere vendetta. Che tanto la vendetta non portava niente e soprattutto non poteva portare indietro le persone.

La follia mi ha fatto conoscere la terapia, che mi ha riordinato le stanze della mia mente, ormai fuse e confuse. Pian piano la follia mi ha fatto toccare il fondo. La paura, il panico, il timore, la depressione mi hanno dato la forza di reagire. Dovevo reagire e perdonare il mondo e perdonare me stessa per non essere riuscita a salutarlo. E sono morta e tornata a vivere nella seconda vita…………la Follia mi ha aperto la strada alla terapia, al coraggio di voler stare bene e ho cambiato perfino il mio nome. Da Maria sono diventata Mariù.

Sono dovuta morire per rinascere di nuovo a nuova vita, una seconda vita fatta ancora di follia che riusciva a trasformare il dolore in forza e in creatività.


Mi sono laureata, ho iniziato a lavorare, mi sono sposata. Lei sempre insieme a me, la mia amica Follia, che ancora oggi mi avverte quando sto esagerando!

Il dolore non si cancella, ci accompagna nel tempo e a volte quando inizia a diventare troppo forte, mi cullo un po' nella mia follia e lei perché mi vuole bene, mi dà segnali e mi fa capire quando è arrivato il momento di darmi da fare e mi dice:

"ora devi fermarti ed amarti!"


Maria Di Pascale

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