Quali comportamenti utilizza il bambino per socializzare?



I comportamenti utilizzati per socializzare si dividono in due macro categorie, quelli protosociali e metasociali. I primi si sviluppano dai 12-14 mesi, quando il bambino inizia ad usare i processi simbolici. Non a caso in questa epoca inizia anche la deambulazione, scoperta che gli consente di rendere molto più interessante e stimolante ciò che lo circonda. Il piccolo possiede già una motricità globale e fine sufficiente e un discreto equilibrio emozionale. Il gesto, dunque, diviene azione precisa e via via comportamento, gli stati d'animo espressione, mimica, uso coordinato dei vari organi di senso, fino all'espressione di un vero e proprio sentimento. Ci sono dunque tutte le possibilità per rivolgersi verso l'esterno e comunicare con esso. Un indicatore fondamentale del tentativo di iniziare a comunicare verso l'altro, per l'altro e non per se stesso, è il fermare la propria azione. Questo comportamento evidenzia una prima forma di decentramento e in tal modo stabilizza la sua attenzione verso un nuovo stimolo che diventa prioritario rispetto al bisogno personale. Il suo interesse si sposta verso fuori, la sua azione cambia destinatario e si esprime attraverso quattro modalità differenti: avvicinamento e fermata dell'azione a poca distanza dal compagno, avvicinamento e contatto diretto, lancio di un oggetto verso il compagno, avvicinamento e presa del compagno o di un suo oggetto che porta verso di sé.

Altri tipi di giochi si sviluppano verso i 2-3 anni e testimoniano il passaggio da una fase egocentrica ad una via via più ricca di significati sociali. I bambini a partire da questa epoca ritrovano il piacere non tanto in ciò che fanno ma

nel poterli fare insieme ai propri coetanei. I comportamenti che evidenziano questo passaggio sono: l'apparire e scomparire, gioco del prendere e del dare, l'imitazione.

Il prendere rispecchia ancora la dimensione egocentrica del bambini, dall'altro è un modo per attirare l'attenzione su di sé ed iniziare una relazione. Il bambino una volta preso l'oggetto è interessato alla relazione con il coetanei che non al possesso, infatti non oppone grossa resistenza quando il derubato viene a riprenderselo. È un goffo tentativo di interessarsi e interessare un compagno di giochi usando il suo bagaglio di esperienze. Si tratta di un comportamento meta-sociale chiaro negli intenti, ma meno nell'esito finale. L'azione del dare e ricevere stabilisce una simmetria nella relazione, che non è più legata al bisogno individuale, ma al contrario prende valore in quanto condivisa. L'oggetto parte di me diventa parte di te e viceversa, aprendo la strada ad una dimensione nuova: il noi.

Altra forma comunicativa è l'imitazione per attirare l'attenzione dell'interlocutore su di sé e comunicare interesse nei suoi riguardi.

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