Rispettate chi vi cura
Comunicare, proteggere, educare: risposte alla violenza verso il personale sanitario.
27 settembre 2025 | Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli

La crescente diffusione delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari rappresenta una delle manifestazioni più preoccupanti della crisi che attraversa il sistema della cura. Un fenomeno che, oltre a richiedere interventi di prevenzione e tutela, interroga profondamente la qualità della relazione tra professionisti della salute, pazienti e istituzioni.
Il convegno Rispettate chi vi cura, ospitato il 27 settembre 2025 presso l'Ordine dei Medici di Napoli, ha offerto un'importante occasione di confronto interdisciplinare sulle dimensioni cliniche, psicologiche, sociali e culturali della violenza nei contesti sanitari.
Nell'ambito dell'incontro, la Dott.ssa Annamaria Ascione, psicologa e psicoterapeuta, ha contribuito al dibattito con la relazione “Rispettare chi cura. La relazione medico-paziente nell'epoca della sfiducia: un approccio psicoanalitico”, proponendo una riflessione sulla progressiva erosione del patto fiduciario che costituisce il fondamento di ogni autentica relazione terapeutica.
Attraverso una prospettiva psicoanalitica, l'intervento ha approfondito il significato della violenza come possibile espressione di una crisi non soltanto organizzativa, ma anche simbolica e relazionale, nella quale la vulnerabilità del paziente incontra una figura curante sempre più esposta a pressioni, aspettative salvifiche e condizioni di sofferenza professionale.
Particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di riconoscere la soggettività del professionista sanitario, promuovere la formazione alla comunicazione e alla gestione emotiva, introdurre spazi continuativi di supervisione psicologica e valorizzare la medicina narrativa come strumento di ascolto, elaborazione e ricostruzione della fiducia.
Proteggere chi cura significa anche preservare la dimensione umana della medicina. La sicurezza degli operatori e la qualità dell'assistenza non possono essere considerate questioni separate: entrambe richiedono una cultura della cura fondata sul riconoscimento reciproco, sulla responsabilità e sul valore della relazione.
L'incontro ha rappresentato un'occasione per riaffermare un principio essenziale: la cura non si esaurisce nell'atto tecnico, ma prende forma nell'incontro tra due soggettività, entrambe meritevoli di rispetto e riconoscimento.




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