Carmen Consoli - Mio Zio


Digital Art di Ester Rascato


Madre non piangere, ingoia e dimentica Le sue mani ingorde tra le mie gambe, adesso Sta in grazia di Dio “ C. Consoli – Mio zio Quali sono i numeri per le vittime di violenza? Quante le donne che vengono abusate, violentate, picchiate, maltrattate, uccise da un familiare, un amico, un cugino, uno sconosciuto? Quanti sono i padri, gli zii, i nonni che che con le loro mani lercie sporcano la pelle di una bambina che non sa dove trovare riparo, che non viene creduta dalla famiglia e non protetta da chi dovrebbe. “La famiglia è quel luogo ideale in cui dovremmo trovare rifugio e protezione, invece diventa troppo spesso il teatro di mostruosità, un teatrino che tendiamo a nascondere dietro il perbenismo, l'ipocrisia, la menzogna, a discapito ancora di chi non sa e non può difendersi. Parlarne, parlarne tanto e apertamente è il modo migliore per sgretolare questo teatro dell'orrore”, afferma la cantante. “𝓑𝓻𝓪𝓿𝓪 𝓫𝓪𝓶𝓫𝓲𝓷𝓪 𝓯𝓪𝓲 𝓵𝓪 𝓬𝓸𝓷𝓽𝓪 𝓟𝓲ù 𝓹𝓾𝓷𝓽𝓲 𝓪 𝓬𝓱𝓲 𝓷𝓸𝓷 𝓼𝓲 𝓿𝓮𝓻𝓰𝓸𝓰𝓷𝓪 𝓖𝓲𝓸𝓬𝓱𝓲𝓪𝓶𝓸 𝓪 𝓶𝓸𝓼𝓬𝓪 𝓬𝓲𝓮𝓬𝓪 𝓒𝓱𝓮 𝔃𝓲𝓸 𝓽𝓲 𝓹𝓸𝓻𝓽𝓪 𝓲𝓷 𝓶𝓸𝓷𝓽𝓪𝓰𝓷𝓪 “

La sofferenza, la vergogna e l'impotenza di una bambina violata da un finto perbenista, suo zio, fa capire che è il momento di riconoscere e di aiutare le donne e le bambine che hanno bisogno di solidarietà nel cammino verso la propria autodeterminazione. In questo brano con un'ironia così crudele e sottile che fa rabbrividire, viene affermato quanto all'interno di una famiglia un evento così drammatico e subdolo, al quale non gli è stato dato il giusto peso, possa portare alla distruzione dell'autostima della vittima: “𝓔 𝓼𝓮𝓷𝓽𝓸 𝓲𝓵 𝓭𝓲𝓼𝓹𝓻𝓮𝔃𝔃𝓸 𝓹𝓻𝓸𝓯𝓸𝓷𝓭𝓸, 𝓲 𝓵𝓸𝓻𝓸 𝓸𝓬𝓬𝓱𝓲 𝓪𝓭𝓭𝓸𝓼𝓼𝓸 𝓢𝓿𝓮𝓵𝓪𝓽𝓸 𝓵'𝓲𝓰𝓷𝓸𝓫𝓲𝓵𝓮 𝓲𝓷𝓬𝓮𝓼𝓽𝓸 𝓔 𝓷𝓸𝓷 𝓶𝓲 𝓱𝓪𝓷𝓷𝓸 𝓬𝓻𝓮𝓭𝓾𝓽𝓸 “ Nel brano si mette in evidenza una violenza domestica da parte di uno zio il quale è stato venerato fino alla sua morte. L'apparenza che contrasta la realtà. “𝓟𝓸𝓻𝓰𝓲𝓪𝓶𝓸 𝓵'𝓮𝓼𝓽𝓻𝓮𝓶𝓸 𝓼𝓪𝓵𝓾𝓽𝓸 𝓪𝓭 𝓾𝓷 𝓪𝓷𝓲𝓶𝓸 𝓹𝓾𝓻𝓸 𝓤𝓷 𝓷𝓸𝓫𝓲𝓵𝓮 𝓮𝓼𝓮𝓶𝓹𝓲𝓸 𝓭𝓲 𝓹𝓪𝓭𝓻𝓮, 𝓭𝓲 𝓪𝓶𝓲𝓬𝓸 𝓮 𝓯𝓻𝓪𝓽𝓮𝓵𝓵𝓸 “ Chi subisce violenza o maltrattamenti ne porta i segni a lungo termine, sia sul corpo che nella psiche. Il dolore psico fisico è così lacerante che comporta conseguenze e ferite profonde. Parlarne è solo il primo passo verso la liberazione del proprio vissuto e della situazione di malessere. “𝓗𝓸 𝓶𝓮𝓼𝓼𝓸 𝓾𝓷 𝓻𝓸𝓼𝓼𝓮𝓽𝓽𝓸 𝓻𝓸𝓼𝓼𝓸 𝓬𝓪𝓻𝓶𝓲𝓷𝓲𝓸 𝓔 𝓼𝓸𝓽𝓽𝓸 𝓲𝓵 𝓼𝓸𝓹𝓻𝓪𝓫𝓲𝓽𝓸 𝓷𝓲𝓮𝓷𝓽𝓮 𝓲𝓷 𝓸𝓷𝓸𝓻𝓮 𝓭𝓮𝓵 𝓶𝓲𝓸 𝓪𝓰𝓾𝔃𝔃𝓲𝓷𝓸 “ “Il brano “mio zio” è stato inserito nell’album “Elettra”, non a caso una similitudine con Elettra, che nella mitologia greca e nella letteratura psicologica, è una figura speculare a quella di Edipo, il simbolo di un attaccamento morboso alla figura paterna. La similitudine non è un fine, e nemmeno solo un gioco estremo per omaggiare il padre scomparso. Semmai, uno spunto per scavare, per mettere alla luce una ferita per nulla metaforica.”


Dott.ssa Rita Zampi - Psicologa

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