Contatto



“Ho cercato il contatto Per sfiorarti ogni tanto Per capire che in fondo nel mondo Non sono sempre così solo”

Negramaro - Contatto

Insieme, si fa meno fatica a restare in piedi. I nostri corpi in equilibrio, si sostengono a vicenda. Il contatto è una cosa che cerchiamo da sempre. Può sopperire all’assenza di parole…Può riempirsi di tutte le nostre vite e trasferirle da un sogno all’altro. “Salva contatto”… sì, fatto! Salviamo il contatto… sulla pelle!” lo afferma Giuliano Sangiorgi il cantante dei Negramaro in un’intervista. Il contatto fisico di cui siamo sempre più privi da quando il Corona-Virus è entrato nelle nostre vite. La paura che l’altro possa essere un “pericolo” si fa sempre più forte. Le emozioni più frequenti sono paura e ansia, che non fanno altro che causare stress, tensione, panico. Il confine di spazio che si impone per non essere contagiati diventa sempre più una barriera psichica, dove tutto ciò che prima si svolgeva spontaneamente è divenuto minaccioso, pericoloso e a soffrirne maggiormente sono i bambini e i ragazzi i quali sono stati privati più di tutti di esperienze utili al normale sviluppo socio-emotivo, cognitivo e neurologico. Costretti a svolgere lezioni in DAD perché altri compagni di classe sono risultati positivi al Virus.


Ma il brano proposto oggi è un inno alla speranza di poter tornare a “toccarci” senza paura, di tornare a percepire lo stare insieme come dei momenti di libertà pura.

Continua l’autore: “L'unica cosa che non avevamo era il titolo del disco, non capivo quale delle canzoni poteva diventare la sintesi del progetto. Poi è arrivato tutto quello che sappiamo e quella parola ha preso luce, è stato improvvisamente evidente che il titolo non poteva che essere quello, una parola che non solo nell'idea è tornata fisica, ma addirittura velata da un senso onirico di sogno. Il vero senso della parola contatto oggi è speranza".


“Sì, la vita che volevo è tutta qui Gli amici che sognavo proprio così Fatti di vino rosso e di un bel film Ho fatto molti sogni per arrivare Qui, qui, qui, qui”


La speranza di poter tornare ad una vita piena e di non viverla solamente attraverso un sogno. Il bisogno di contatto fisico è una necessità biologica primaria, motivo per cui i bambini appena nati vengono poggiati sul petto della madre. Ciò è stato dimostrato anche in un esperimento condotto dallo psicologo statunitense Harry Harlow negli anni '50, dove i cuccioli di macaco separati dalla madre tendevano a rannicchiarsi vicino a una "mamma fantoccio" fatta di pezzi di stoffa caldi anziché a una finta mamma di fili metallici, e questo anche quando la madre metallica aveva cibo da offrire. Le piccole scimmie preferivano una madre da abbracciare.

Tale esperimento richiama l’importanza dell’esperienza di con-tatto fin dalla nostra nascita, la bellezza di ri-conoscersi attraverso l’abbraccio, attraverso il tocco con l’altro.

“Ho trovato il contatto Era solo in un sogno E ti giuro sarebbe bellissimo Se ti toccassi da sveglio”

Contatti:

Dr.ssa Rita Zampi Psicologa - Psicoterapeuta della Gestalt in Supervisione

3491656461

r.zampi@animairis.it

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