Guerra e Pace



“Il Paese è lento, incastrato nel passato I ragazzi non dicono, non fanno, non si lamentano Lo accettano così com’è”

“Guerra e Pace” è un brano del 2013 di Fabri Fibra in cui parla dei "giovani" colpiti, all’epoca, dalla crisi economica, aggravata da una politica lenta , conservatrice, impotente e inutilmente burocratica e impersonale. Nonostante sia un brano “vecchio”, il suo testo è molto attuale in quanto anche oggi come allora i ragazzi sono incastrati e accettano il “nostro presente” cosi com’è, restando nel proprio guscio emotivo senza spingersi oltre, quasi con la paura di muoversi dalla propria zona comfort.

“Guerra e pace dentro di noi

Dentro di noi non c’è buio senza luce”

Non c’è buio senza luce, non esiste notte senza giorno, come sole senza luna, cosi come la “pace” non può esistere se prima non c’è la “guerra”, una guerra interna durante la quale tutto ci sembra non avere più senso, in cui ci troviamo davanti ad una grande matassa da sbrogliare e non sappiamo da dove e come iniziare. Ed è proprio quella confusione a segnalarci che ci troviamo di fronte ad un momento di impasse, ovvero in un conflitto interno tra aspetti contrapposti. Si può avere la sensazione di impazzire, di voler trovare una soluzione tra bisogni e necessità differenti tra loro. Per conflitto interiore si intende quell’esperienza in cui si provano desideri, bisogni, impulsi o sentimenti differenti tra loro. In Psicologia questo viene definito come “dissonanza cognitiva”, per fare riferimento a pensieri e atteggiamenti contrastati. La dissonanza cognitiva è una teoria ideata da Leon Festinger nel 1957, il quale attraverso tale principio ci spiega come il processo decisionale venga messo alla prova dal disagio interno. Si tratta di una vera e propria dissociazione mentale tra realtà e il proprio comportamento, nel tentativo di trovare un equilibrio emotivo.

Tale conflitto è evidente all’interno di questo testo. In un’ intervista Fabri Fibra spiega che: "Sono testi e rime scritte in guerra e in pace con me stesso attraverso una sorta di equilibrio tra il bene e il male, dosando entrambi gli ingredienti, come credo a tutti capiti di provare. Se sei uno sportivo sfoghi il lato negativo nell’agonismo, se sei un pittore nei dipinti e se fai il musicista usi le note e la scrittura".

Ogni pensiero in testa è un mattone Me li porto sempre dietro come un alettone”

La nostra mente quando è in conflitto, è sempre attiva e attraversata da mille pensieri, dubbi, paure, ogni istante della giornata. Questo non è disfunzionale, accade a tutte le menti ed è ciò per cui si sono evolute nel tempo: giudicare, conoscere, confrontare, crescere. Tuttavia, a volte questi pensieri spiacevoli prendono il sopravvento e ci ingabbiano allontanandoci dai nostri obiettivi e desideri, andando a costituire un blocco psicologico. In altre parole i conflitti interiori diventano disfunzionali nel momento in cui influiscono negativamente sulla nostra qualità di vita. Ma la sofferenza emotiva può fare in modo che ci sia una crescita del Sé nella situazione esistente. Quanto prima ognuno di noi riesce a lasciarsi andare alla sofferenza, al dolore emotivo e al conflitto, tanto più riusciremo ad apprezzare la “pace” successiva alla “guerra”.

Come affermato da Perls, Goodman e Hefferline: “La nevrosi, brevemente, è il trionfo su sé”.


Contatti:

Dr.ssa Rita Zampi - Psicologa

3491656461

r.zampi@animairis.it

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