In Viaggio



Ho temuto questo giorno È arrivato così in fretta E adesso devi andare E la vita non aspetta Guardo le mie mani Ora che siamo sole Non ho altro da offrirti Solo le mie parole”

In Viaggio – F. Mannoia


Il saluto di una madre ad un figlio che parte, emigra, va in guerra… una madre che lo lascia libero di muoversi in questo viaggio chiamato vita. È questo che l’autrice del brano vuole trasmettere attraverso le parole della canzone dedicata ad una figlia ideale che non esiste.

Il testo parla di un viaggio che può essere quello dell’esistenza e di una madre che saluta un figlio mentre intraprende il suo cammino e gli augura ogni bene affidandogli gli ultimi, importanti consigli. Lo lascia viaggiare assicurandogli che il suo amore non lo abbandonerà mai neanche se saranno lontani.

“Ed io ti penserò in silenzio […] Ma in una notte d'estate Io ti verrò a cercare Io ti verrò a parlare E griderò al mio cuore Perché tu lo possa sentire”


Il distacco dai genitori, e dai propri figli, è un processo fondamentale ed inevitabile, emotivamente impegnativo sia per gli uni che per gli altri. Un fenomeno sempre più diffuso, invece, è rappresentato dalla lunga permanenza dei figli nella propria famiglia d’origine. Si tratta di un fenomeno tipicamente italiano, negli altri paesi europei il processo di distacco avviene molto prima e non sempre la motivazione è un impegno matrimoniale.



Quindi cosa accade ai giovani adulti che non riescono a lasciare la propria casa?

I fattori possono essere molteplici sia di natura sociale che psicologica. Pertanto l’uscita dei giovani adulti dal nucleo familiare si prolunga, in tal modo allungando anche i tempi della loro emancipazione e delle proprie responsabilità. La situazione di non distacco diventa nel tempo fondamentale per i ragazzi in quanto soddisfa i bisogni di attaccamento e di avere il tempo di affrontare la vita in una “zona di comfort”. I genitori, d’altro canto, possono avere l’illusione di creare le condizioni favorevoli e ideali di cui loro stessi non hanno potuto godere, consentendo a sé stessi di svolgere il ruolo genitoriale e posticipando il momento del distacco, emotivamente complicato. La separazione può spaventare il genitore suscitando in esso la paura della solitudine, dell’abbandono e della perdita, come dicevo prima, della funzione genitoriale. È di fondamentale importanza che il nucleo familiare tolleri la separazione e che venga trasmesso al figlio la fiducia nelle sue capacità di adulto e di riorganizzarsi in modo autonomo, proprio come viene affermato all’interno del brano:

“Non badare alle offese Lasciali dire Ricorda che l'umiltà Apre tutte le porte E che la conoscenza Ti renderà più forte”


Il processo di separazione fisica e psicologica non avviene improvvisamente. Affonda le sue radici nelle prime fasi dello sviluppo psico-fisico del bambino, in cui ci si inizia a confrontare con la separazione dalla propria mamma, la prima figura di attaccamento; in questa fase inizia ad avvenire il processo di separazione – individuazione. Da una prima fase di simbiosi con la mamma, in cui il piccolo si percepisce come “tutt’uno” con la stessa, condizione fondamentale per la sua sopravvivenza; successivamente, il bambino inizia a percepirsi come figura distinta dalla madre e a confrontarsi con i suoi simili, uscendo gradualmente dalla fusione simbiotica.



Questo processo è rilevante per la fase successiva di allontanamento fisico dalla propria casa d’origine. Nel delicato processo di separazione – individuazione entrano in gioco molteplici dinamiche tra madre e bambino che possono ostacolare o favorirne il distacco.

Ma come ogni essere umano in tutti i percorsi personali possono esserci ostacoli e difficoltà che vengono superati, inizialmente con il supporto genitoriale e, in un momento successivo, con il proprio aiuto. Tutti possiamo rivendicare il diritto di essere felici e di fidarci di noi stessi e degli altri. Questo è l’augurio della cantautrice alla sua figlia immaginaria, come ha affermato in un’intervista: “ ogni donna è madre anche se non mette al mondo neanche un figlio, in quanto il “gentil sesso” ha la maternità nel Dna”.

“Rivendica il diritto ad essere felice Non dar retta alla gente Non sa quello che dice E non aver paura Ma non ti fidare Se il gioco è troppo facile Avrai qualcosa da pagare”


Dr.ssa Rita Zampi - Psicologa

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