La "sindrome" di fine estate: come curarla in un'ottica integrata


La chiamano 𝑨𝒖𝒈𝒖𝒔𝒕𝒖𝒔 𝑩𝒍𝒖𝒆𝒔, la “sindrome” di fine estate. L’avvicinarsi della fine dell’estate porta con sé ansia, angoscia, tristezza, in quanto le ferie finiscono, iniziano ad accorciarsi le giornate, si riprendono i ritmi lavorativi, si tirano le somme dell’anno appena trascorso e si inizia a progettare il “futuro”. Cosa accadrà da Settembre? Quali sono le aspettative per questo nuovo anno lavorativo?

Le aspettative possono essere molteplici rispetto al nostro futuro, saremo davvero in grado di portare a compimento i nostri obiettivi in questo nuovo anno? Sarà come l’anno precedente? O potrebbe andare peggio? O perché no, anche meglio?

Tutti questi interrogativi e al contempo la sensazione di non essersi goduti il tempo di pausa nel periodo estivo, il dover tornare a lavoro senza aver avuto il tempo di fare tutto ciò che si desiderava, e soprattutto il programmare i mesi successivi, le ripartenza, il Natale, il Capodanno, possono suscitare ansia. La fine dell’estate, inoltre, è anche il periodo dei buoni propositi, del tipo: “quest’anno mi iscrivo in palestra; da Settembre inizio la dieta; cambio lavoro; inizio un nuovo corso di formazione; ecc.”. Tutti pensieri che non aiutano ad essere ancorati nel “qui ed ora” ma conducono il pensiero in un ipotetico futuro, ciò può comportare ansia e sconforto, soprattutto se non si vedono realizzati gli obiettivi nell’immediato.



Quali sono i sintomi legati all’ansia secondo il DSM-5?

  • Difficoltà nel controllare la preoccupazione;

  • sentirsi tesi e con i nervi a fior di pelle;

  • irritabilità;

  • tensione muscolare;

  • facile affaticamento;

  • alterazione del sonno.

Questi sono solo alcune delle conseguenze psico-fisiche che può causare la “sindrome” di fine estate.

Bisogna dire che non tutti quelli che rientrano dalle vacanze hanno le stesse difficoltà e presentano gli stessi sintomi; quindi non esistono possibili “soluzioni” applicabili a tutti i casi, ognuno di noi è un essere a sé stante e non paragonabile all’altro.

Potrebbe essere utile tenere in considerazione una serie di pensieri per facilitare la transizione e ritrovare la carica, ad esempio:

  • Ricordare che è un momento di passaggio, quindi temporaneo;

  • avere uno spirito positivo;

  • organizzare il tuo tempo libero;

  • creare lista dei buoni propositi.

Nella maggior parte dei casi l’ansia post-vacanze si risolve in modo spontaneo, in altri invece si cela qualcosa di più profondo, problematiche psicologiche esistenti già in precedenza, un malessere generalizzato che magari non è mai stato affrontato prima.

Bisogna, inoltre, dire che l’ansia di per sé non è un fenomeno anormale, anzi è una risorsa molto utile che aiuta ad adattarci in modo funzionale alle circostanze ambientali. È considerato come uno stato affettivo spiacevole, in realtà diventa tale nel momento in cui si è in attesa di un evento che si ritiene pericoloso e nell’impossibilità di riconoscerli correttamente inducono uno stato di allerta. L’ansia è da considerarsi non solo uno stato di allerta, ma un’attivazione fisiologica emotiva e comportamentale che preserva da una possibile minaccia, ma anche come una spinta verso l’esplorazione, verso la ricerca e il lavoro. L’ansia scompare nel momento in cui l’attesa viene sostituita dall’azione, attraverso l’investimento di un’energia emotiva, affettiva e operativa.

Nel momento in cui diamo voce al nostro mondo interno, l’ansia e tutte le emozioni ritenute spiacevoli assumono un’altra forma.


Ti sei mai accorto che quando subentra uno stato d’ansia tendi a modificare le tue abitudini alimentari?

Generalmente, le persone che soffrono di disturbi di tipo ansioso tendono ad assumere pasti non regolari, in orari sbagliati o con porzioni eccessive, fino ad arrivare a disturbi alimentari più seri.

Allo stesso tempo, nella normale alimentazione ci sono alcuni alimenti o sostanze in grado di incidere sul tono del nostro umore.

Cerchiamo di capire insieme come questo avviene.

Lo stato d’ansia è determinato da alterazioni nel sistema nervoso centrale dei livelli di ormoni e neurotrasmettitori, tra cui la Serotonina. La Serotonina viene normalmente sintetizzata nel nostro organismo partendo dal suo precursore, il Triptofano, un amminoacido essenziale (che possiamo assumere solo con la dieta) oppure è contenuta tal quale in molti alimenti.

Per questo motivo, una dieta equilibrata può aiutarci a prevenire determinati disturbi o a coadiuvare una terapia psicologica o farmacologica, qualora ci sia un problema preesistente.

Ecco i nostri suggerimenti per agire sul problema dell’ansia da un punto di vista salutistico e alimentare:

  • Dieta equilibrata che comprenda alcuni alimenti evitandone altri

  • Introduzione di integratori alimentari contenenti nutraceutici che agiscano direttamente sul tono dell’umore e sulla sintomatologia ansiosa.

ALIMENTAZIONE:

Nella nostra alimentazione quotidiana, sia che abbiamo già un disturbo d’ansia preesistente sia se vogliamo semplicemente migliorare il nostro tono dell’umore, dobbiamo cercare di prediligere alcuni alimenti evitandone altri.

Cosa non deve mancare nella nostra dieta?

Come detto in precedenza, dobbiamo preferire alimenti che contengano la Serotonina o il suo precursore, il Triptofano. Ovviamente l’uso di questi alimenti deve essere sempre equilibrato evitando eccessi.

La Serotonina la troviamo nelle noci, nella frutta come ananas, kiwi, prugne, pomodori o nel cacao e cioccolato fondente, mentre il Triptofano è presente in latte, yogurt e formaggi.

Per fare degli esempi pratici, un giusto apporto giornaliero di questi nutrienti si ottiene con 4-5 noci, 5 grammi di cacao o cioccolato fondente, 500 grammi di latte o yogurt e 600-800 grammi di frutta o verdura sopraelencata.

Quali cibi dobbiamo assolutamente evitare?

Tutti i cibi che contengono sostanze che possano peggiorare lo stato d’ansia tra cui tutti gli eccitanti come la caffeina, teobromina e teofillina, gli energy drink e gli alcolici.

In particolare, l’alcool, dopo un primo stato di torpore e rilassatezza, provoca un inasprimento dei sintomi dell’ansia una volta finito il suo effetto.



INTEGRAZIONE ALIMENTARE:

Molto spesso la nostra dieta risulta incompleta e può aver bisogno dell’integrazione alimentare e dell’utilizzo di sostanze nutraceutiche che, associate al supporto terapeutico dello psicologo, possono rappresentare una valida risorsa nel trattamento degli stati di ansia lieve e moderata.

Si può ricorrere all’utilizzo di diversi prodotti a base di nutraceutici come:


Derivati Fitoterapici: Valeriana, Biancospino, Melissa, Griffonia e Zafferano sono sicuramente tra i più diffusi in commercio per la loro capacità di indurre uno stato di rilassatezza, migliorare il riposo e il tono dell’umore. Lo Zafferano, in particolare, ha diversi studi a supporto che ne testimoniano l’efficacia. La sua azione si basa sulla ricaptazione a livello centrale della serotonina, in quanto le sostanze contenute nell’estratto di zafferano riescono a prolungare l’azione di questo neurotrasmettitore a livello centrale, contribuendo a riportare i suoi livelli alla normalità. Questo processo si traduce in un miglioramento del tono dell’umore ed in una riduzione dello stato ansioso.

Oligoelementi: tra questi i più utilizzati sono il Manganese e il Cobalto, associati al Magnesio la cui funzione è quella di favorire il rilassamento e il riposo e ridurre la tensione muscolare.

Aromaterapia: questa pratica prevede l’assorbimento tramite inalazione, o in alcuni casi per via cutanea, di oli essenziali. In particolare, l’olio essenziale che ha riscosso più successo è l’olio di Lavanda. La sua azione sedativa si ottiene attraverso una riduzione degli effetti sul sistema nervoso centrale del glutammato, un neurotrasmettitore eccitatorio, e, al contempo, aumentando l’azione della serotonina con effetto positivo sul tono dell’umore. Viene consigliato, dunque, in caso di ansia, agitazione e insonnia con ottimi risultati.

Possiamo assumere questi prodotti in tutti i casi ed in autonomia?

La risposta è no. L’assunzione di questi prodotti andrebbe sempre discussa con un professionista della salute che può essere il medico, lo psicologo o il farmacista di fiducia. Questo passaggio diventa importante soprattutto quando ci sono delle terapie farmacologiche in corso per evitare interazioni con i farmaci ed effetti avversi.

Dr.ssa Rita Zampi - Psicologa e Psicoterapeuta della Gestalt Integrata in Supervisione

Dr. Osvaldo Acquaviva - Farmacista

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